CAMERA RESTRICTA, LA FOTOCAMERA CHE SI RIFIUTA DI SCATTARE FOTO BANALI.



Amanti della fotografia, fatevi avanti e ascoltate, questo articolo è anche e soprattutto per voi. Se finalmente siete riusciti ad organizzare la vacanza della vostra vita, quella per cui avete messo da parte soldi per anni e per anni, per cui avete preso lezioni di fotografia per mesi e adesso che siete in giro per il mondo  già pregustate il momento in cui caricherete le vostre foto sui social stupendo tutti i vostri amici, fate attenzione a ciò che vi può capitare.
Quante volte vi siete ritrovati a caricare la foto di un monumento scattata da altre mille persone (se non di più) e il vostro scatto, che avete amato, voluto e curato in ogni minimo dettaglio si è  trasformato in un attimo in uno scatto banale. Dai, ammettiamolo, quante volte ci è capitato? Sicuramente a Philipp Schmitt sarà capitato molte volte, perchè questo giovane designer danese ha creato la fotocamera intelligente. Sì, avete capito bene: intelligente. Grazie ad un dispositivo GPS integrato e ad internet, questa camera si potrà “rifiutare” di scattare la foto alla Torre Eiffel o al Colosseo se ne sono state già scattate molte altre, evitandovi “figuracce” sui social. Già, perché questa invenzione permette di scoprire il numero esatto (o almeno approssimativo) delle foto scattate da quella precisa angolazione e in quel preciso luogo. In  pratica, se la vostra geolocalizzazione risulta troppo comune, la “Camera Restricta” (così si chiama questa invenzione) si “rifiuterà” di scattare e ritrarrà il suo obiettivo così come le lumache ritraggono le corna in caso di pericolo. Già, perché se le lumache in questione “fiutano” il pericolo, la Restricta fiuta la banalità dello scatto. In realtà, più che essere destinata agli amatori e ai loro profili social, le intenzioni del giovane Schmitt erano più ampie e onorevoli: voleva infatti che la sua invenzione venisse utilizzata nell'ambito della censura, che potesse quindi aiutare tutte quelle aziende che quasi quotidianamente lottano per far rispettare i diritti d'autore. In una intervista pubblicata su repubblica.it, infatti, il designer afferma che “la fotocamera potrebbe essere finanziata (o anche solo sovvenzionata) da settori pubblico e privato che abbiano interesse a regolare gli scatti in alcuni luoghi”. Una sorta di censura preventiva, quindi, che potrebbe evitare problemi successivi legati all'utilizzo sbagliato del copyright. Tuttavia, qualsiasi sia il fine per il quale venga utilizzata, che si tratti di uso legato ad uno spettro ampio e professionale (come nel caso dei fotografi professionisti) o più semplicemente che se ne faccia un uso privato per facebook o instagram, la Camera Restricta si impegna ad evitare di essere subissati da fotografie identiche che perdano quindi ogni significato particolare. Per quanto però sembri essere l'invenzione del secolo, nessun finanziatore ha mostrato interesse e il geniale designer ha dovuto, almeno per il momento, accantonare l'idea di vedere foto tutte differenti sui social. Onore al giovane Schmitt, certo, però devo ammettere che la bellezza e la particolarità della foto, spesso, non è data dall'originalità dello scatto (che comunque ha la sua importanza), ma dall'emozione e dal significato che essa  ha per l'autore.




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articolo a cura di Ilaria Quaresima (Confidential Blog - FaceBook)
credits: photo Philip Schmitt

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